Se nel primo trimestre di gravidanza solitamente non si effettuano sedute di riflessologia plantare, a partire dal secondo trimestre questo trattamento offre numerosi benefici per la futura mamma. Oltre a fornire un massaggio piacevole e rilassante, il trattamento del piede può aiutare a superare numerosi piccoli disturbi tipici della gravidanza, quali:
- mal di testa;
- difetti di circolazione;
- rigidità e dolori alle articolazioni;
- sollievo da ansia e tensione;
- fastidi al seno;
- cattiva digestione;
- dolori alla schiena;
- ritenzione di liquidi;
- stitichezza;
- nausea;
- insonnia;
- emorroidi;
- girare un bambino podalico;
- induzione del parto (solo se vicino al termine).
Alcuni esempi – trattamento per alleviare i disturbi
All’inizio del trattamento, anche il solo tocco del piede favorisce la secrezione di endorfine ed il rilassamento. I punti di rene, uretere e vescica mettono in moto l’energia dell’intero organismo favorendo tutte le funzioni corporee, in particolar modo il drenaggio e la disintossicazione.
Il trattamento di tutto il sistema linfatico è utile per il drenaggio, soprattutto nei casi di ritenzione ed edemi alle gambe. Il dolore alle gambe è uno dei fastidi più comuni durante la gravidanza: spesso il dolore diventa persistente e molto intenso. Già dalla prima seduta di riflessologia plantare si possono notare i benefici.
Quasi tutte donne soffrono anche di dolore alla schiena, dovuto sia al peso del bambino che cresce che al peso delle responsabilità che aumentano. Il trattamento della colonna vertebrale permette di rilassare e disinfiammare la zona, riducendo il dolore e aiutando il corpo ad adattarsi alla costante modificazione del bacino.
Lavorare sui punti dell’intero apparato digerente aiuta la futura mamma a digerire meglio, ad assimilare ottimamente gli elementi nutritivi per lei ed il bambino , oltre che a contenere tutti quei fastidiosi disturbi tipici della gravidanza come bruciore e acidità di stomaco, senso di pesantezza, irritabilità intestinale, stipsi. Un buon lavoro preventivo su queste zone, in particolare su fegato e cistifellea, permette anche di contenere gli episodi di colestasi gravidica.
Verso la fine della gravidanza è possibile aiutare un bambino podalico a girarsi. Questo tipo di trattamento si fa a partire dalla 37/38esima settimana di gravidanza: se il bambino fosse già pronto a nascere, si potrebbe dare il via al travaglio.
Autotrattamento per sentire il bambino
É molto bello insegnare alla futura mamma ad appoggiare le proprie dita sul punto riflesso dell’utero per ascoltare ciò che accade. Spesso il bambino inizia a muoversi e sotto le dita si sente una sottile “corrente”, come lo scorrere di qualcosa. Questo gesto può aiutare la donna a prendere contatto con la nuova vita in arrivo e la aiuta a tranquillizzarsi circa la vitalità del suo bambino.
LA MIA ESPERIENZA: quando ho fatto il corso di specializzazione in riflessologia plantare ero incinta della mia prima bambina. Ogni volta che mi mettevo sul lettino per ricevere il trattamento, la bambina cominciava a muoversi già ai primi tocchi e continuava fino a quando non finiva la seduta. Era bellissimo vedere la pancia muoversi in quel modo!
Quando non è possibile effettuare la riflessologia plantare
Come detto all’inizio di questo articolo, solitamente non si effettuano trattamenti nei primi 3 mesi di gravidanza.
Durante i successivi mesi non si trattano donne che soffrono di trombosi, che sono in travaglio pre-termine (prima della 37esima settimana), se presentano placenta previa, se hanno troppo liquido amniotico, se sono state messe a riposo assoluto e se presentano sanguinamenti vaginali.
Foto presa dal web.


Lascia un commento