In queste ultime settimane ho tenuto un ciclo di 3 lezioni di yoga alla scuola dell’Infanzia del paese in cui abito. Era una cosa a cui tenevo molto perché sono convinta che lo yoga sia un’attività bellissima da fare per i bambini e perché mio figlio più piccolo frequenta una delle due classi.
Le lezioni erano programmate nella stessa giornata per entrambe le classi, della durata di un’ora.
La prima mattina sono arrivata emozionata e carica dei miei tappetini. Ho portato con me anche il bastone del saggio che ho costruito con i miei bimbi, la campana tibetana e il mio cubo amplificatore naturale Vaia. Mentre i bambini erano in sala mensa a fare merenda ho preparato la sala disponendo i tappetini in 3 file e li ho aspettati in trepidante attesa.
Quando sono arrivati c’è stato un primo momento di ambientamento perché sono abituati a vedermi come “la mamma di…” mentre ora ero “la maestra di yoga”. Abbiamo però iniziato subito la lezione e devo dire che sono stati molto partecipi e attenti.
Ho impostato ogni incontro con la stessa struttura: benvenuto, riscaldamento, asana con la storia, rilassamento e saluto finale. Nel riscaldamento e nel rilassamento abbiamo sia fatto dei giochi che accompagnassero i bambini verso lo scopo del momento che stavamo affrontando che esercizi di respiro o di rilassamento veri e propri. Le storie con le asana sono state inventate da me: il primo giorno abbiamo fatto un viaggio nella giungla, il secondo siamo invece stati al mare, mentre nell’ultimo incontro eravamo dei contadini taglialegna che hanno fatto una gita in montagna dopo aver sistemato la fattoria.
I bambini sono stati molto bravi. Si sono fatti coinvolgere ed hanno partecipato attivamente, ciascuno a modo proprio. E’ piaciuto molto il saluto Om Shanti che facciamo all’inizio e alla fine di ogni lezione, mentre il momento più delicato è stato quello del rilassamento. A quell’età è difficile riuscire a calmarsi e rilassarsi in breve tempo, anche se il gioco precedente li accompagnava al relax. Ci sono stati bambini che sono riusciti ad estraniarsi dai rumori esterni e godersi l’attimo in modo molto veloce mentre per altri era proprio impossibile riuscire a rimanere immobili nella posizione del bambino che dorme e ascoltare la musica. Uno dei benefici della pratica dello yoga è proprio quello di imparare a rilassarsi velocemente e concentrarsi su se stessi, lasciando fuori il mondo esterno. E’ una virtù che può essere appresa tramite l’esercizio costante ed un percorso di yoga più lungo.
Per quello che mi riguarda questi incontri sono stati molto positivi. Ho avuto ottimi riscontri anche da parte dei bambini e spero vivamente di poter ripetere l’esperienza anche il prossimo anno, magari con un ciclo più lungo di lezioni.
Ringrazio le maestre e la scuola dell’Infanzia di Roncone per l’opportunità.


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