Prima o poi durante la gravidanza arriva la paura del parto. E’ normale e tutte le donne ci passano. Molto efficaci e sicuri, sia per la mamma che per il bambino, sono i fiori di Bach.
Come sempre vi consiglio di affidarvi ad un esperto per creare la miscela di fiori adatta a voi: mai come in questo momento è importante abbinare i fiori relativi al vostro carattere e alla vostra indole, in modo da affrontare nel migliore dei modi questo evento stravolgente .
E’ bene cominciare ad assumere i rimedi floreali 1 mese prima della data presunta del parto. Mentre durante il travaglio ed il parto si consiglia di assumere i fiori con una certa frequenza, anche ogni 15 minuti, in modo che possano svolgere appieno la loro azione in un momento così turbinoso. In questi momenti non è da trascurare anche lo stato d’animo del padre che viene percepito nettamente anche dall’interno del pancione!
Sono diversi i fiori a cui poter ricorrere. Mimulus è utile già dagli ultimi mesi di attesa quando arriva la paura del parto e di quanto potrà seguire. E’ il rimedio delle paure concrete, di eventi noti. Si può associare Larch se si teme di non essere all’altezza e si ha bisogno di una maggiore sicurezza.
Walnut è indispensabile sia per la madre che per il padre, in quanto facilita l’accettazione del cambiamento e protegge dalle influenze esterne.
Nell’ultima settimana e nel travaglio si abbina molto bene a Rescue Remedy (formato da Impatiens, Rock Rose, Star of Bethlehem, Cherry plum e Clematis), che facilita la nascita. Tutti e 5 i fiori contenuti sono importanti nella fase finale della gravidanza.
Impatiens, che da solo può essere assunto anche prima del parto, scioglie le tensioni e rilassa, riduce l’impazienza della madre che vorrebbe essere già arrivata al giorno cruciale per tenere tra le braccia il suo bambino. All’interno del Rescue Remedy agisce come antidolorifico, riduce l’ansia e rilassa la muscolatura uterina che così può svolgere con più facilità la sua azione espulsiva.
Rock Rose è per la paura che blocca, che paralizza. Scioglie la paura e consente al travaglio di procedere naturalmente senza blocchi.
Star of Bethlehem è indispensabile in tutti i tipi di traumi, da quelli fisici a quelli psichici. L’esperienza del travaglio e del parto viene vissuta con tranquillità e le contrazioni, anche se intense, non traumatizzano. Inoltre agisce anche sul bambino che si sente catapultato e pressato a uscire.
Cherry Plum è per la paura di perdere il controllo, rilassa e permette di abbandonarsi. Nella fase espulsiva occorre lasciar andare il bambino che ormai sta abbandonando il suo comodo rifugio per affrontare il mondo e la vita. Trattenerlo significherebbe danneggiarlo, dunque velocizza la fase espulsiva.
Clematis dà forza quando sembra di cedere e si ha la sensazione di svenire, di perdere la presenza. Consente alla madre di rimanere lucida e presente per l’atto finale tanto atteso.
L’aggiunta di Elm è utile se la madre avverte il dolore come qualcosa di incontenibile, quando pensa di non farcela più e soffre di un crollo momentaneo.
Quando iniziano le contrazioni Scleranthus può aiutare ad armonizzare la danza del respiro tra contrazioni e pause, mentre Chicory aiuta a lasciarsi andare.
Crab Apple può essere assunto se si è schizzinose nei confronti di fluidi corporei, sangue, feci o urine che possono fuoruscire nel momento del parto.
White Chestnut può essere utile se compaiono pensieri assillanti del tipo “Quando finisce?”, in quanto sblocca i pensieri circolari. La mente può infatti consumare energie che sarebbe utile direzionare al corpo. E’ possibile assumerlo già nei mesi precedenti se il pensiero e la paura del parto non danno tregua e sembra essere l’unica cosa a cui si riesce a pensare.
Se c’è un’eccessiva preoccupazione per il bambino, per la sua salute, questa può essere acquietata con Red Chestnut, indispensabile per chi, troppo apprensivo, non riesce a godere fino in fondo il lieto evento.
Foto presa dal web.


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