Riflessologia plantare integrata®: cos’è e perché ci aiuta a stare meglio

Tra le tecniche che un naturopata può utilizzare, una delle mie preferite è la riflessologia plantare.

Questa tecnica è una pratica manuale che veniva già utilizzata in passato dagli antichi egizi e nella Cina di circa cinquemila anni fa. Da questa antica tradizione si è evoluta la moderna riflessologia plantare, in particolare la riflessologia plantare integrata ® ideata dal maestro Luigi Dragonetti per la scuola di naturopatia RIZA, che pratico.

La tecnica prevede la stimolazione dei punti riflessi situati nel piede. Da qui partono degli impulsi che arrivano direttamente al cervello e stimolano le corrispondenti zone del corpo.

Si tratta quindi di un trattamento non invasivo che può essere utilizzato come tecnica di benessere preventivo oppure per ritrovare una condizione di equilibrio mettendo l’organismo nelle condizioni di funzionare correttamente. Se non siamo di fronte ad una patologia, spesso il dolore/ fastidio che proviamo deriva dal fatto che il nostro corpo sta vivendo un periodo in squilibrio. Con l’aiuto della riflessologia plantare possiamo andare a stimolare i punti in sofferenza in modo da far sì che il corpo torni gradualmente al proprio corretto funzionamento.

Il corpo sa come funzionare e come stare bene, ogni tanto bisogna ricordarglielo.

Perché riflessologia plantare integrata®?

Il metodo di riflessologia plantare ideato per la scuola di naturopatia RIZA prende spunto dalla Medicina Tradizionale Cinese: i tocchi e le pressioni propri della riflessologia plantare sono integrati dagli insegnamenti derivanti dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC).

Nella MTC ci sono 5 elementi che contengono il mondo ed ogni cosa sulla Terra cade nella categoria di uno o più questi elementi: fuoco, terra, metallo, acqua e legno. I 5 elementi sono collegati tra loro secondo una legge di interazione ciclica, chiamata ciclo di Generazione.

Ciascun elemento rappresenta una stagione, un colore ed un sentimento, oltre ad almeno un organo del corpo yin ed un organo yang. Ogni seduta di riflessologia plantare, quindi, inizia con l’apertura dell’organo yin per ciascun elemento, in modo da permettere una maggior “comunicazione” all’interno del corpo sottoposto al trattamento

Da quale età si può praticare la riflessologia plantare?

Il tocco dei piedi con la riflessologia plantare è adatto ad ogni età: dai bambini con pochi giorni di vita agli anziani. Il trattamento varia in base all’età sia per quanto riguarda la durata che l’intensità della pressione.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Il trattamento è privo di effetti collaterali. Solamente se ci si sottopone al trattamento con una forte infiammazione (ad esempio forte mal di schiena, forte mal di testa, forte dolore al ginocchio, ecc) può accadere che a seguito della prima seduta il fastidio si acutizzi momentaneamente. Ciò è normale e non sempre accade: il trattamento di riflessologia plantare va infatti a smuovere dei blocchi nei punti doloranti e il corpo impiega qualche momento per ritrovare il suo equilibrio.

Non è possibile effettuare la riflessologia plantare esclusivamente nei seguenti casi: febbre, primo trimestre di gravidanza, trombosi.

Esempi di problematiche per cui la riflessologia può portare beneficio

Di seguito sono riportate alcune problematiche che possono beneficiare della pratica della riflessologia plantare. L’elenco non è, ovviamente, completo.

  • Stress
  • Reflusso gastro-esofageo
  • Coliche
  • Mal di testa
  • Male ai denti
  • Raffreddore ricorrente
  • Asma
  • Stipsi/ diarrea
  • Difficoltà digestive
  • Benessere psico-fisico generale con stimolazione funzioni vitali
  • Difficoltà a dormire
  • Recupero in seguito a traumi o fratture
  • Equilibrio ormonale
  • Mal di schiena
  • Gambe e caviglie gonfie
  • Stimolazione apparato genitale per favorire il concepimento
  • Stimolazione del parto (a termine)
  • Stimolazione ghiandole mammarie per allattamento
  • Circolazione
  • Sciatica
  • Cellulite

Quante sedute sono necessarie? Con quale frequenza?

Il naturopata non indica il numero di sedute a cui sottoporsi: ogni corpo ha una propria storia ed una propria capacità di riequilibrio. La persona che si sottopone al trattamento deciderà quando interrompere o diluire nel tempo gli incontri in base a come sentirà il proprio corpo.

Come qualsiasi pratica manuale, una seduta difficilmente sarà risolutiva. Nei bambini i problemi sono “giovani” quindi si impiegherà minor tempo nel superarli. Più si va avanti con l’età o più tempo è passato dalla comparsa del fastidio, più tempo ci vorrà per ritrovare la condizione di benessere. Nella mia esperienza in media le persone adulte necessitano di 6 sedute.

La frequenza degli incontri, almeno all’inizio, deve essere costante e possibilmente settimanale. Dopo alcune sedute è possibile diluire nel tempo i trattamenti fino ad arrivare alla sospensione.

Foto prese dal web.

One response to “Riflessologia plantare integrata®: cos’è e perché ci aiuta a stare meglio”

  1. […] degli esempi. Con la riflessologia plantare possiamo migliorare il funzionamento del nostro corpo, riportalo in equilibrio e far fronte a […]

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